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Avvocato Elena PariettiForo di Livorno

Difendere i tuoi diritti,
con rigore e strategia.

Difesa penale, diritto penitenziario, famiglia e minori e investigazioni difensive. Ogni pratica è seguita personalmente, con la massima attenzione alla costruzione di una strategia mirata alla persona.

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Piombino · Livorno
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Penale
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Assistenza su tutto il territorio
Operiamo in tutta Italia

Grazie a una rete consolidata di studi partner, garantiamo assistenza e rappresentanza nei procedimenti su tutto il territorio nazionale, mantenendo un unico referente per il tuo caso.

Aree di competenza

Un patrocinio specializzato

Il diritto penale al cuore dello Studio, con penitenziario, famiglia e investigazioni difensive.

Il cavallo di battaglia

Diritto Penale

La difesa penale è il cuore dello Studio. Ogni difesa nasce da una strategia costruita sul caso concreto — dalle indagini preliminari al dibattimento, dalle misure cautelari all'impugnazione — per ottenere il miglior risultato possibile.

Strategia difensivaMisure cautelariImpugnazioniProva scientifica

Diritto Penitenziario

Esecuzione della pena, misure alternative, permessi e benefici davanti alla magistratura di sorveglianza, e ricorsi ex art. 35-ter O.P. per condizioni detentive lesive della dignità. La legge e le sentenze vanno sempre rispettate: allo stesso modo devono esserlo i diritti di chi la pena la sta scontando.

Famiglia e Minori

Separazioni e divorzi, affidamento, mantenimento e responsabilità genitoriale; regolamentazione del diritto di visita, anche per i figli nati fuori dal matrimonio; procedimenti davanti al Tribunale per i Minorenni, con ascolto e attenzione nei momenti più delicati.

Investigazioni Difensive · ex L. 397/2000

Se hai bisogno di un'indagine — cercare prove, rintracciare testimoni, documentare fatti — le investigazioni difensive sono lo strumento riconosciuto dalla legge per svolgerla tramite il tuo avvocato. Valgono sia per chi è indagato o imputato, sia per la persona offesa dal reato, e possono avvalersi di consulenti tecnici e investigatori privati autorizzati.

Revisione del processo e Corte EDU

Anche dopo una condanna definitiva la partita non è sempre chiusa: se emergono prove nuove si può chiedere la revisione del processo (artt. 629 ss. c.p.p.); e quando sono stati violati diritti fondamentali si può presentare ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) di Strasburgo.

EP
Avv. Elena PariettiTitolare dello Studio
Lo Studio

Competenza, ascolto e una difesa su misura

Dietro ogni fascicolo c'è una persona, con la sua storia e le sue priorità. Per questo l'assistenza è sempre diretta e personale: ogni strategia è disegnata sul caso concreto, con il coraggio di sostenere anche le cause più difficili.

Stare dalla parte di chi è più debole. È questo il senso più profondo del mio lavoro: dare voce e difesa a chi rischia di non averne, con la stessa dedizione in ogni causa — anche la più scomoda.

Figlia d'arte, l'Avv. Elena Parietti ha ereditato la passione per il diritto dal padre, l'Avv. Paolo Parietti.

Laurea in Scienze Giuridiche — Università di Pisa (2008), tesi in Elementi di procedura penale: «La prova scientifica nel processo penale» (relatore Prof. Marzaduri).
Laurea specialistica in Giurisprudenza (2010) — con specializzazione in Procedura penale, relatore Prof. Enrico Marzaduri; tesi su «DNA fingerprint e le nuove frontiere della prova scientifica nel processo penale» e sulle indagini difensive.
Avvocato del Foro di Livorno dal 2014 — penale, penitenziario, famiglia e minori, investigazioni difensive.
Assistenza in italiano, inglese e francese — i clienti sono seguiti anche in lingua.
Approfondimenti

Strumenti che fanno la differenza

Spiegati in modo semplice: le indagini difensive, la revisione del processo e il ricorso alla Corte europea.

Indagini difensive

Cercare la prova, non solo aspettarla

Quando si pensa a un processo penale, si immaginano quasi sempre le indagini della polizia e del pubblico ministero. Ma la legge (artt. 391-bis e seguenti c.p.p., L. 397/2000) riconosce anche alla difesa il diritto di cercare e raccogliere prove, sin dal primo giorno di incarico: sentire testimoni, acquisire documenti, effettuare rilievi nei luoghi. Significa non subire le mosse dell'accusa, ma costruire attivamente la propria verità.

Non è uno strumento solo per chi è accusato: la legge lo riconosce anche alla persona offesa — la vittima — che, tramite il proprio avvocato, può rafforzare la denuncia, opporsi a un'archiviazione e presentarsi al processo, anche come parte civile, con elementi concreti.

Un aspetto decisivo: l'avvocato può avvalersi di esperti — consulenti tecnici e investigatori privati autorizzati — per analizzare prove scientifiche, tracce, dati informatici e aspetti medico-legali. A differenza di un investigatore privato, qui l'indagine è coordinata dall'avvocato e ha pieno valore nel processo penale: è così che il confronto con l'accusa torna davvero ad armi pari.

La prova digitale

Chat, messaggi e WhatsApp come prova

Oggi moltissime vicende — dai maltrattamenti allo stalking, dalle truffe ai reati contro la persona — si giocano su messaggi, chat di WhatsApp, foto e dati del telefono. Se acquisiti nel modo corretto, questi elementi hanno pieno valore di prova nel processo penale.

Nell'ambito delle indagini difensive, l'avvocato può far eseguire il recupero e l'analisi forense di chat e messaggi WhatsApp da un consulente tecnico informatico, così che siano genuini, integri e utilizzabili davanti al giudice. Allo stesso modo si può contestare la validità di quelli prodotti dalla controparte.

Revisione del processo

Una seconda possibilità dopo la condanna definitiva

Immagina un processo concluso con una condanna definitiva: tutti i gradi di giudizio sono esauriti, l'appello non c'è più. Di regola quella decisione è intoccabile. Ma la giustizia non può chiudere gli occhi davanti all'errore.

Se dopo la condanna emergono prove nuove — un testimone, un documento, un esame scientifico che prima non esisteva — capaci di dimostrare l'innocenza, la legge (artt. 629 e seguenti c.p.p.) consente di riaprire il processo. Si chiama revisione: è un rimedio straordinario e difficile, ma è la strada per correggere un errore giudiziario e restituire a una persona il suo nome.

Corte europea dei diritti dell'uomo

Quando l'ultima parola non è l'ultima parola

Anche quando la giustizia italiana ha detto la sua parola definitiva, se restano calpestati dei diritti fondamentali la strada non è finita. Esiste la Corte europea dei diritti dell'uomo, con sede a Strasburgo: un tribunale internazionale a cui il cittadino può rivolgersi quando lo Stato ha violato uno dei diritti garantiti dalla Convenzione europea — per esempio il diritto a un processo equo (art. 6) o il divieto di trattamenti inumani e degradanti (art. 3).

Il ricorso si presenta dopo aver esaurito tutti i rimedi interni ed entro termini precisi. Una decisione di Strasburgo può riconoscere la violazione, prevedere un equo indennizzo e, in certi casi, aprire la strada alla riapertura del processo in Italia.

Solo là dove gli avvocati sono indipendenti, i giudici possono essere imparziali.
— Piero Calamandrei, Elogio dei giudici scritto da un avvocato
Rassegna Stampa

Lo Studio sulla stampa

Alcuni procedimenti seguiti dall'Avv. Elena Parietti raccontati dalle testate locali.

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Pensione di invalidità a un detenuto: «Ne ha diritto», condannata l'INPS

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